giovedì, 13 Gennaio, 2022

Odissea Biodigestore, Marino attende gli atti dalla Regione e i consiglieri rinviano la discussione in aula. Mucherino assente criticata da opposizione e Pd.

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Di fronte all’assedio della minoranza il sindaco gioca ‘al rialzo’ e ottiene altro tempo in attesa che De Luca decida cosa fare per l’impiantistica.

Il consiglio comunale si è celebrato, questa mattina giovedì come previsto. Tutto però, è andato in senso opposto a quanto ci si aspettava. Chi si aspettava che il sindaco Carlo Marino e l’assessore alla Transizione Ecologica pentastellata Carmela Mucherino, si presentassero come due bravi scolaretti nell’aula telematica per prendersi le mazzate in testa delle opposizioni è rimasto deluso. Chi si aspettava questo, per la verità, ha dimostrato di non conoscere il sindaco Marino.

Non a caso l’entourage zinziano si era preparato a quello che era, per il consigliere regionale e comunale, lo scenario più palusibile: la fuga di Marino e la non partecipazione al consiglio comunale complice il contemporaneo impegno del primo cittadino a Napoli. Immaginabile la sorpresa di trovarsi, regolarmente collegato a distanza, proprio Marino intento a ‘rovinare’ i programmi delle opposizioni.

Con un ‘coup de théâtre’ e con la calma che gli è usuale Marino ha afferrato il toro per le corna e, prima che la discussione prendesse l’avvio, ha chiesto al presidente del consiglio comunale Lorenzo Gentile di mettere ai voti una pregiudiziale per posticipare la discussione sul digestore a causa delle notizie in arrivo dalla Regione sul destino dell’impianto. Una necessità per il primo cittadino, visto che il consiglio non avrebbe potuto decidere senza la giusta conoscenza di tutti gli atti amministrativi. “La regione Campania – ha dichiarato Marino – sta prendendo delle decisioni rispetto agli atti adottati e quelle decisioni potrebbero portare a nuove valutazioni da parte del consiglio comunale”.

Sorpresa, meraviglia e, comprensibilmente, rabbia per Gianpiero Zinzi e Pio Del Gaudio, che avevano presentato, ciascuno per proprio conto, una mozione per fermare l’impianto, e anche per il consigliere di opposizione Romolo Vignola che, sul tema, avrebbe voluto interrogare sindaco e assessore (la sua interrogazione era stata già posticipata, per assonanza tematica, dal consiglio del 28 dicembre a quello odierno). I tre, assieme agli altri consiglieri di minoranza, hanno tentato di ribaltare la situazione chiedendo al primo cittadino la natura degli atti sotto ‘esame’ senza ricevere risposta.

“E’ il Comune che ha mandato gli atti incompleti a Napoli. Sulla localizzazione decide il Comune e può revocare tutto. La verità che il sindaco non vuole rispondere” ha accusato Zinzi che pure al centro direzionale (sede del consiglio regionale) è ‘di casa’. Poi, come sempre nelle assemblee democratiche, si è votata la pregiudiziale proposta dal primo cittadino che è stata approvata dalla maggioranza con 19 voti mentre il sindaco Marino, anche per ‘calmare’ le associazioni ambientaliste che erano in collegamento, ha assunto l’impegno con la città e i consiglieri ‘vista la delicatezza del tema’ di non adottare nessun provvedimento amministrativo riguardo il biodigestore finché non si saranno discusse le mozioni rinviate.

P.S. L’assessore Mucherino, in tutto questo, non era presente in aula. Non che ne abbia risentito la qualità della discussione (rinviata in attesa delle spiegazioni di De Luca) ma l’assenza ha provocato i rimbrotti non soltanto dei gruppi di opposizione ma anche del capogruppo del Partito Democratico Andrea Boccagna che si è unito alle rimostranze di Romolo Vignola chiedendo al presidente del consiglio comunale Gentile di garantire la presenza degli amministratori interessati dalle discussioni consiliari. Precisazione e assist, quello di Boccagna, non proprio richiesto dal galateo istituzionale e segnale che forse, il rapporto tra dem e 5 Stelle casertani non è proprio così solido.

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