domenica, 19 Dicembre, 2021

MAGLIOCCA PIGLIATUTTO. I Fantastici 4 trionfano alle elezioni provinciali, ora il Pd è un partner ‘di minoranza’. Piscitelli ‘spinge’ la Santillo. Trovato prima dei non eletti.

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CASERTA – Tutto come previsto. Non hanno riservato particolari sorprese le elezioni provinciali di secondo livello, elezioni indirette, le meno sentite dalla cittadinanza che, in larga parte, a scoperto del voto leggendo i risultati dai giornali. Il dato politico del voto è strabiliante. Il fronte moderato raccoglie larghi consensi tra gli amministratori dei 104 comuni della provincia Caserta. Su 1303 votanti, 731 hanno scelto Giorgio Magliocca, il 56,10% (la percentuale, sul voto ponderato, è del 54,23%). Spiegare perchè Magliocca abbia conquistato tanti consensi più che difficile, è complesso.

Le fondamenta dell’elettorato del blocco moderato sono, evidentemente, solide. Più che ai partiti tocca guardare agli uomini che hanno lavorato per stringere, attorno alla figura del presidente uscente, tanti consensi. Una sorta di Fantastici 4 della politica casertana. C’è Nicola Caputo di Italia Viva, che fa l’assessore regionale e non è esattamente quello che si definisce un signor nessuno agli occhi del governatore Vincenzo De Luca. C’è il consigliere regionale Giovanni Zannini che, seppur vantandosene in maniera ‘neanderthaliana’, ha girato i 104 comuni della provincia pensando di recitare in una sorta di remake del film ‘Arrivano i dollari’ mentre annunciava i fondi messi a disposizione per i territori dalla Regione Campania. C’è l’assessore al comune di Caserta Luigi Bosco, e a traino Maria Luigia Iodice (la donna invisibile a caccia di visibilità), che ha allestito le truppe ‘mastelliane’ della neo formazione ‘Noi di Centro’. Sommando i pezzi sparsi del centrodestra che, per un motivo o per un’altro, si sono ritrovati contro i partiti tradizionali, la partita appariva bella che chiusa quando Giorgio Magliocca, da dirigente nazionale di Forza Italia, senza troppi problemi di coerenza e sensibilità, ha annunciato urbi et orbi che a Caserta bisognava votare Marino del Pd per silurare Zinzi della Lega.

La vittoria dei fantastici 4 apre scenari interessanti per la formazione di quel centro che, anche a livello nazionale, vorrebbe riprendere forma in un sistema proporzionale. Manna dal cielo per gli orfani della Dc abituati alla stagione dei governicchi. Quanto e quando, in Terra di Lavoro, la ‘cosa bianca’ possa prendere forma è cosa difficile a dirsi. Sull’operazione pesa, e non poco, l’inchiesta della Dda sul settore delle Politiche Sociali che, more solito, punta a svelare gli intrecci tra aziende legate ai clan (in questo caso le cooperative sociali) e la politica del territorio. Il politico nel mirino è proprio uno dei fantastici 4, il consigliere regionale Giovanni Zannini. Tanti anni di inchieste e processi finiti completamente a ‘vuoto’, indicano chiaramente che non tutto quello che sembra dalle carte, alla fine, è.

Una medaglia al valore spetta ad Antonio Mirra e a Stefano Giaquinto che, malgrado il quadro non incoraggiante, hanno fatto la scelta di metterci la faccia. Niente di più ci si poteva aspettare da un Partito Democratico ottuso pronto, a livello nazionale, ad inimicarsi pezzi di mondo moderato per seguire i morenti 5 Stelle. Il Pd provinciale di Caserta è vocato all’autoflagellazione. Marcello De Rosa, da candidato Pd alla presidenza, magari non avrebbe vinto ma i suoi voti non avrebbero aumentato il carnet di Magliocca e del blocco moderato. Stesso potrebbe dirsi per Vito Marotta, eletto in consiglio provinciale con Magliocca. Ora, il Pd più che riflettere, deve trovare una soluzione perchè ha un problema enorme. Il risultato delle provinciali, come quello delle comunali, dimostra che il Pd sul territorio e nelle città, è diventato partner di minoranza dei moderati. Complimenti ai vertici uscenti e buona fortuna agli entranti.

Anche il risultato del voto per il rinnovo del consiglio ha lasciato poco spazio alle sorprese. Il centrodestra rimedia una brutta figura ampiamente prevista e su cui, in pochi ci hanno messo la faccia. Particolarmente tesi gli animi in Fratelli d’Italia. Il partito, anche contro il parere dei suoi consiglieri, ha scelto di fare una lista politica. In questa lista politica il consigliere regionale Alfonso Piscitelli ha vinto la battaglia interna garantendo i tre voti dei consiglieri maddalonesi alla consigliera sammaritana, e consigliera provinciale uscente Gabriella Santillo determinandone la vittoria su tutti gli altri. Una mossa, anche questa, prevedibile ma che era inattesa. Se l’intenzione era quella, bastava candidare la Santillo nella lista di Fi e Lega e concentrare i voti su di lei. Giocata vincente, invece, quella di Gianpiero Zinzi, che ha fatto eleggere in consiglio provinciale, il consigliere comunale di Caserta, Maurizio Del Rosso. Ruolo ampio rispetto al passato, quello del capoluogo, che elegge anche un consigliere di maggioranza, Massimo Russo, candidato con Magliocca. Fuori per un soffio, e sorpresa inattesa, Liliana Trovato, la consigliera comunale a Caserta, è la prima dei non eletti della sua lista e con un voto che non le è stato assegnato (l’anonimo elettore di fascia E, un consigliere di uno dei grandi comuni, ha scritto il nome Trovato ma non accanto al simbolo della sua lista Caserta al Centro). Il mancato conteggio del voto ha fatto scattare il quinto seggio al Pd ma il ricorso della Trovato potrebbe ribaltare l’assegnazione facendola entrare alla Saint Gobain a spese del sindaco di Cesa Enzo Guida.

Alla fine, i 16 seggi del consiglio provinciale sono andati, 9, alle liste di Magliocca (eletti Pasquale Crisci, Olga Diana, Giovanni Iovino, Vito Marotta, Michele Falco, Marcello De Rosa e Massimo Russo da Caserta al centro; Angelo Campolattano e Pasquale Salzillo da ‘la Provincia al Centro), 5 alla lista di Antonio Mirra (gli eletti sono Ciro Marcigliano, Stefano Cioffi, Salvatore Lettera, Enzo Guida e Alessandro Landolfi) e 2 a quelle di Giaquinto (Maurizio Del Rosso per Uniti per Terra di Lavoro; e Gabriella Santillo per Fratelli d’Italia).

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