Il mondo oggi è fortunato: l’Apocalisse può attendere.
Il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha dormito bene e senza incubi.
Così ha annunciato al mondo che il distruttivo attacco agli impianti elettrici iraniani è stato rinviato di 5 giorni dopo colloqui ritenuti “positivi” con la controparte iraniana.
Giusto per i meno informati: l’attacco Usa agli impianti elettrici è considerato da Teheran come il punto di non ritorno.
A quel punto l’Iran non avrebbe altre opzioni se non minare lo stretto di Hormuz (mandando a gambe all’aria i mercati) e rilasciare gli ultimi missili di ampia potenza contro impianti energetici, infrastrutture portuali e impianti di desalinizzazione contro i paesi del Golfo allargando, di molto, il conto dei danni della guerra di Trump e Netanyauh.
Lo scenario è rinviato.
Alle 7 della mattina (ora di Washington D.C.) il presidente ha lanciato questo messaggio dal suo social Truth:
Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d’America e l’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente. Sulla base del tenore e del tono di questi colloqui approfonditi, dettagliati e costruttivi, che proseguiranno per tutta la settimana, ho dato istruzioni al Dipartimento della Guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso. Grazie per l’attenzione! Presidente Donald J. Trump

