domenica, 9 Gennaio, 2022

Il Riesame ‘libera’ Iovino e D’Auria per l’appalto ‘che non c’è’

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Erano ai domiciliari dal 7 dicembre

L’ex Dirigente del Comune di Caserta Marcello Iovino e il funzionario in carica Giuseppe D’Auria sono stati scarcerati dal Tribunale del Riesame di Napoli. I due, rimasti coinvolti nell’inchiesta della Dda sulle 44 gare d’appalto per i rifiuti che sarebbero state truccate per opera e virtù dell’imprenditore Carlo Savoia in provincia di Caserta, spedito in carcere e anche lui rispedito a casa dal Riesame, sono stati ‘liberati’ dai domiciliari dove la Giudice per le indagini preliminari Ambra Cerabona li aveva confinati prima di Natale.

L’azione del Tribunale del Riesame è una sorta di ‘dito nella piaga’ per la Procura antimafia il cui intento è quello di dimostrare che Carlo Savoia è più di un imprenditore a caccia di soldi ma che è anche un imprenditore legato ai clan camorristici di Terra di Lavoro. Buoni gli intenti, un po’ meno bene l’esecuzione visto che, anche nell’ordinanza di custodia cautelare del 7 dicembre, almeno per quel che riguarda la gara d’appalto di Caserta, la sostanza scarseggia.

Scarseggia la sostanza perchè stiamo parlando di una gara bandita dal comune capoluogo e poi dalla stessa amministrazione bloccata. Un delitto senza vittima, si potrebbe dire, visto che la gara (che secondo i magistrati inquirenti è stata venduta dal sindaco Carlo Marino, per tramite di Iovino e D’Auria, a Savoia & Co.) alla fine non si è tenuta e l’appalto pluriennale si è trasformato in un appaltuccio annuale ottenuto dall’uscente Ecocar. Insomma, a questo giro e con quanto emerso, c’è poca possibilità che l’avventura politica del sindaco di Caserta si trasformi in un naufragio giudiziario.

La scarcerazione di Iovino e D’Auria era, in sostanza, scritta già nell’ordinanza del 7 dicembre che ha mandato nel pallone la politica casertana. All’inizio delle 79 pagine di testo della Gip Cerabona figura un elenco di 9 indagati. Nell’elenco non c’è il nome di Carlo Marino. Nel pomeriggio del 7 dicembre la notizia si è trasformata in un’indagine a carico di Marino, ‘grazie’ ad un post della senatrice Vilma Moronese che, avendo il dente avvelenato con i 5 Stelle, ha ritirato fuori le perquisizioni a casa e nello studio del sindaco e le indagini, già note dalla fine del 2018, su Energeticambiente e Savoia. Se dal 2018 non è ‘maturata’ sostanza per includere in quell’elenco il sindaco Marino, perchè dovrebbe esserlo per Iovino e D’Auria (almeno per quel che riguarda le vicende di Caserta, narrate in 21 pagine su 79 di ordinanza)?

Il dubbio sull’operato della magistratura non vuole essere certo ‘irrispettoso’, però non sarebbe la prima volta di un ‘quadro indiziario grave’ privo dei necessari riscontri ‘probatori. E questo a prescindere dagli innegabili problemi di corruzione endemica del paese che andrebbe affrontata a livello culturale e normativo. Dal 2012 era stato svelato più volte l’uovo di Colombo delle gare d’appalto dei rifiuti vendute al miglior offerente. La Ecocar, ad esempio, tra inchieste e interdittive, si è fatta vari passaggi tra Procure, Tribunali, Prefetture e giornali. Si attendono ancora, dal 2014, risultanze di quelle ‘clamorose indagini’. Il caso Del Gaudio è ancora più significativo con un’ordinanza spedita ai giornali dagli stessi inquirenti (fatto alquanto inusuale visto che per avere una carta, normalmente devi fare le acrobazie) e che fin da subito, almeno per quel che riguardava l’allora ex sindaco, presentava soltanto un ‘quadro indiziario grave’. Due casi, tra tanti, che, evidentemente, non hanno insegnato ancora nulla.

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