mercoledì, 5 Gennaio, 2022

IL DISASTRO CONTINUA. Fratelli d’Italia, dopo la sconfitta i veleni: tutti contro Petrenga e Piscitelli.

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Il ritorno di Enzo Pagano, lo scontento di Cangiano e Riello

Fratelli d’Italia è il partito che, insieme al Pd, è uscito peggio degli altri dalle elezioni provinciali del 18 dicembre scorso. A rivelarsi un disastro è stata la linea ‘autonomista’ scelta dai vertici del partito. In buona sostanza, perchè in questo spazio si cerca di spiegare la politica anche a chi non intende il politichese, al momento di prepararsi alle provinciali il centrodestra ha scelto due strade dettate dalla ‘necessità’. Per Lega e Forza Italia il centrodestra doveva presentarsi con un unica lista (in campo c’era anche l’opzione ‘hard’ di Gianpiero Zinzi di non schierare un candidato alla presidenza). La necessità, in questo caso, era ‘numerica’ con pochi consiglieri da candidare in provincia per i due partiti e pochi a cui chiedere il voto per ‘dare senso’ politico ed elettorale all’operazione.

Per Fratelli d’Italia, invece, la necessità ‘politica’ alla fine, si è dimostrata essere un’altra, e, soprattutto, tutta dei vertici più che del partito. La necessità, per i vertici casertani del partito (in particolare, non è un mistero, per Giovanna Petrenga senatrice molto vicina alla leader nazionale Giorgia Meloni), è stata quella di esibire il simbolo sulla scheda elettorale. La scelta machista è passata sulle spalle e sulla pelle dei consiglieri comunali che, con spirito di servizio, si sono messi in lista in una competizione, quella delle provinciali, il cui esito era già scritto da mesi.

Il centrodestra non poteva vincere, questo era sicuro. Dalle urne, però, è uscito fuori che non è stato in grado neanche di entrare in competizione (e che forse la proposta ‘hard’ di Zinzi non era poi così campata in aria). Gli effetti sono stati detonanti, però, solo in Fratelli d’Italia dove si è detto di tutto. Di certo c’è che le promesse e gli impegni elettorali assunti dai vertici del partito (Petrenga, Cerreto e Piscitelli) non si sono concretizzate nelle urne. A restare deluso è stato il consigliere casertano Pasquale Napoletano, ma anche quelli di Cervino, Martuccio Serino, e di Aversa, Alfonso Oliva.

Il ‘pacco’ preparato a Napoletano ha ‘squietato’, e non poco, Pietro Riello, ex sindaco di Castel Morrone e dirigente del partito. Riello si sente ‘fregato’ dalla Petrenga e da Piscitelli ma non manifesta pubblicamente malessere. Gimmi Cangiano si è sentito come Riello per la sorte di Serino, finito dietro a Gabriella Santillo, la consigliera comunale di Santa Maria Capua Vetere vicina a Piscitelli, l’unico vero vincitore malgrado il naufragio. Oltre a loro sono tanti gli amministratori che stanno lasciando il partito. Una emorragia che dovrebbe spingere ad una riflessione più ampia, che parta dall’analisi dei risultati delle comunali.

Marco Cerreto ed Enzo Pagano

Riflettere, però, significherebbe riconoscere che il partito non sta bene in salute e non sono questi gli orientamenti che, attualmente, si scorgono in Fratelli d’Italia. Giovanna Petrenga, che da coordinatrice cittadina di FdI a Caserta dovrebbe riconoscere l’inesistenza del partito (i primi quattro risultati in lista sono di 4 esponenti non organici al partito come Mirella Corvino, Filippo Mazzarella, Napoletano e Paolo Santonastaso), ha deciso di rilanciare. Sostituirà Marco Cerreto da commissario provinciale del partito con Enzo Pagano e metterà Eliana Colamatteo a ‘guidare’ i giovani. Quando uscì dal partito prima delle comunali Antonio Crispino lo disse chiaramente che con questa dirigenza Fratelli d’Italia non sarebbe andata molto lontana. Era stato trattato come lo ‘zio matto’ ma i risultati elettorali e le manovre di questi giorni gli stanno dando ragione.

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