Sono più di 15 i sospetti casi di corruzione elettorale identificati e trasmessi alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dai Carabinieri della seconda sezione del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Caserta. Un lavoro certosino compiuto vagliando numerose testimonianze che permettono ai militari di costruire un contesto d’azione ben preciso organizzato sul territorio di Castel Volturno per fare i voti, assai voti, con cui incidere alle elezioni comunali.
Tanto accurato è il lavoro dei Carabinieri da essere impressionante, a prima lettura, soprattuto la spartizione del territorio da cui fare uscire i voti e, per ogni zona, un referente chiamato a gestire la raccolta dei voti in cambio di soldi o prebende. In località Bagnara il problema ricadeva sulle spalle di L.S., a destra volturno operavano A.G. e N.R., nel centro città G.M., a Baia Verde e al villaggio agricolo operava un nome noto negli ambienti criminali: L.D.C. detto ‘o gemello di antica affiliazione bidognettiana. Concludevano la squadra operativa C.M. a Pinetamare, e F.M. e M.A. (uno dei quattro orgenizzatori della rete insieme alla già citata A.G. e a G.N. e M.C.) ad Ischitella.
La denuncia di Luigi Petrella

Il lavoro dei Carabinieri, come già detto precedentemente (clicca qui per leggere), prende piede dalle denunce e segnalazioni presentate nel periodo elettorale. La più centrale resta quella dell’ex sindaco Luigi Umberto Petrella che aveva allontanato dalla sua giunta l’attuale sindaco plurindagato Pasquale Marrandino, suo assessore all’Ecologia (e l’appalto rifiuti preparato dall’assessore Marrandino costituisce uno dei 4 filoni di inchiesta che hanno coinvolto il comune di Castel Volturno negli ultimi mesi).
Petrella di voti comprati ne parla prima pubblicamente, ad un incontro organizzato da Fratelli d’Italia (suo partito), il 17 maggio 2024, poi più dettagliatamente il 23 maggio negli uffici del commissariato di Polizia di Castel Volturno quando il sindaco di Castel Volturno racconta quello che sa sulle proposte di comprare il voto avanzate verso A.L. che, a sua volta ascoltata il 6 luglio, racconta di un tentativo di compravendita di voti e di un coltello, caduto dalla tasca di un procacciatore di consensi, davanti ad un seggio elettorale.
Il 4 luglio Petrella parlerà ancora, stavolta a Santa Maria Capua Vetere, dinanzi ai sostituti procuratori della Repubblica Anna Ida Capone e Giacomo Urbano. Ai magistrati, oltre a confermare il contenuto della denuncia fatta alla Polizia porta un video della telecamera di sorveglianza di una agenzia di viaggi di Castel Volturno in cui si parla di voti comprati a 70 euro. Quanto segnalato da Petrella si giova di riscontri notevoli. I Carabinieri ascoltano l’11 luglio il giovane che ha intascato 70 euro e che conferma quanto dichiarato nel video. La candidata sindado del centrosinistra Anastasia Petrella offre riscontri e indica testimoni che possono confermare la compravendita. Lo stesso fanno altri due testimoni, F.V. e D’A. G., ascoltati il 2 agosto.
Un maiale e un posto di lavoro per tradire la nipote

Di tutt’altra natura ed interesse appare invece la vicenda che ha forse avuto maggior risalto sulla stampa, e che vede coinvolto un suino come merce di scambio per l’acquisto di voti da parte del candidato sindaco Pasquale Marrandino. Una vicenda che emerge dalle circostanze presenti in un altra denuncia formale contro il voto di scambio a Castel Volturno, quella presentata dalla candidata sindaco del Pd e del centrosinistra Anastasia Petrella L’otto luglio si presenta ai Carabinieri della seconda sezione del nucleo investigativo al Comando Provinciale di Caserta e racconta tutto, con nomi, cognomi, post e fotografie raccolte nei giorni del primo turno e del ballottaggio. Ai Carabinieri consegna anche i messaggi vocali che S.M., sua candidata, aveva scambiato con il collega di lista L.D.I. e che aveva consegnato alla sua candidata sindaco l’11 giugno per segnalare le difficoltà nella raccolta dei voti.
Nel primo messaggio vocale S.M. dice:
“ma tu guarda, non sai cosa è successo prima delle elezioni! L. ma che ti devo dire che Marrandino prima delle elezioni ha portato… ha regalato un maiale a nonno!… ha detto a zio G. che se lui lo avesse votato lui. Marrandino lo avrebbe sistemato perchè lui non può stare senza un contesto lavorativo… tutte queste cose qua e quindi a fatto promesse di qua e di là e questo!”.
Nel secondo messaggio aggiungeva:
“che questa cosa ovviamente rimanga tra di noi!… so che tu, ovviamente, sei una persona giusta, una persona… però quando verrai qui, lo vedrai pure il maiale che sta in mezzo alla terra… quindi vedi un po’ le persone…”.
Oltre al disappunto per i parenti che hanno tradito il vincolo di sangue e preferito il porco offerto da Marrandino, emerge la circostanza che il maiale sta in mezzo alla terra, dunque è particolarmente visibile ai più. Ad accorgersene sono anche i medici del servizio veterinario dell’Asl che il 16 luglio si presentano a casa di quello che poi sarebbe stato formalmente indagato a febbraio, Attilio Morrone, e prendono atto della presenza del suino che faceva bella mostra di sé accanto a due capre. Morrone è privo di documenti di provenienza e identificativi individuali del maiale e non dichiara nulla ai medici dell’Asl.
Per quanto comico possa sembrare l’arrivo del maiale scombina gli equilibri familiari. Il nonno e lo zio si fanno allettare dalla prospettiva di prosciutti e posto di lavoro e si buttano a sostegno di Marrandino. E la nipote, a urne chiuse, non può che constatare:
“… e penso L. che è normale che tutta la famiglia si sia schierata, poi ragionandoci bene, perchè comunque sto Marrandino eeehh …è stato molto furbo, è stato furbo un’astuzia, una furbizia, ha portato maiali… il maiale ha promesso i lavori… eeehhh …è normale che tutta la famiglia poo… boh… comunque non lo so!”.
E ancora:
“… zio G. comunque, non avendo un contesto lavorativo eeehhh… e Marrandino glielo ha promesso, ribadisco, quindi zio G. c’ha portato un sacco di persone… eeehhh a voto di Marrandino e quindi tutta la famiglia si è schierata con Marrandino! Eeehhh a me… Sono cose che io le ho viste con i miei occhi come il fatto del maiale… cioè poi… voglio dire… quindi per questo ti dico ha agito in furbizia in astuzia…”.
Condizionamenti e accompagnamenti coatti ai seggi
Altra categoria di illeciti registrata dagli inquirenti riguarda quello del condizionamento degli elettori nei pressi dei seggi. Le testimonianze non mancano, come abbondano foto e video tanto che gli investigatori possono parlare di “pregiudicati con comportamenti molestanti che pedinavano, bloccavano e accompagnavano forzatamente gli elettori ai seggi”. Come raccontano in interrogatorio M.O. e Q.V. mentre si stavano recando al seggio a destra Volturno una macchina si avvicina e arriva la richiesta di votare per Marrandino e l’offerta di un televisore. P.R. racconta di essere stata accompagnata da A.D’A., con precedenti di Polizia, dai vigili per la tessera elettorale e poi di nuovo ai seggi per votare Marrandino (ma lei dichiara di non aver votato per lui nel segreto della cabina). Due riprese video mostrano uno scambio anomalo di buste davanti ai seggi elettorali di Castel Volturno. Davanti la scuola San Rocco ad operare è A.G., madre di uno dei candidati delle liste di Marrandino, poi risultato eletto. A testimoniarlo sono Anastasia Petrella l’8 luglio (giorno in cui racconta delle minacce di S.G. a D.A. aggredito con la frase: “ti spacco la testa”) ma anche Luigi Umberto Petrella, il 31 luglio, e ancora F.V., il 2 agosto, e P.T. il giorno seguente.
Alla comunità evangelica minacce e 5000 euro in contanti
Particolarmente delicati sono i passaggi che ricostruiscono le minacce e la corruzione esercitate nei confronti del pastore evangelico A.C. guida della comunità presente a Baia Verde. A raccontare i fatti è Luigi Umberto Petrella il 31 luglio. Nel corso del suo incontro con gli investigatori commenta una fuga di notizie che racconta della vicenda. Il fatto gli è già noto perchè uno dei suoi candidati, A.L., lamenta la perdita di 100 voti della comunità evangelica che erano passati in modo poco limpido dalla parte di Marrandino. A ripotare le informazioni degli orientamenti di voto della comunità evangelica di Baia Verde è D.C., dipendente di A.L., e determinante nell’individuazione del giovane che si era venduto il voto a 70 euro, dunque ritenuto credibile dagli inquirenti. E’ D.C., infatti, che riceve le confidenze dal pastore: Pasquale Marrandino aveva minacciato di non rinnovare alla comunità la concessione del parco Oasis e il pastore non ha denunciato per paura di ritorsioni contro la sua famiglia. Esiste anche una registrazione delle parole del pastore ma, come scrivono i carabinieri: “non è mai stata depositata agli inquirenti, per evidenti timori mostrati dai testi”. F.V. il 2 agosto conferma la circostanza della minaccia di revocare la concessione del Parco Oasis e presenta anche un nuovo fatto, il pagamento di 5mila euro da parte di Marrandino alla comunità evangelica. A confermare le pressioni sono anche P.S. , e G.T., candidata della lista Pd che raccoglie lo sfogo della moglie del pastore.
Dagli elettrodomestici ai posti di lavoro
Dalle questioni più serie si può traghettare, verso la conclusione di questo secondo appuntamento sui fatti corruttivi di Castel Volturno, a vicende più leggere. In un audio cosegnato ai Carabinieri da Anastasia Petrella si ricostruisce la storia dei voti acquistati da Marrandino dalla famiglia di G.T., a cui ha promesso un posto da vigilante in uno dei cantieri edili a responsabilità comunale. Tra le vicende corruttive gli inquirenti prendono nota anche di un posto all’ufficio rifiuti offerto ad A.A. mentre a G.D.M., candidato in una delle sue liste licenziatosi poco prima del voto, Marrandino offre un futuro posto di lavoro (a buon rendere). F.N. riceve dal candidato G.D.M. la bellezza di 6 mesi d’affitto arretrati per recuperare 50 voti in famiglia. L’imprenditore G.F. riceve la promessa di una autorizzazione per un deposito di bombole del gas. I Carabinieri indagano anche sulla compravendita di voti tentata tramite l’intermediario M.I., alias tipico utilizzati dai criminali slavi. F.V. parla delle promesse di 3mila euro e di un aiuto per avere un riallaccio del contatore dal gestore Multiutility per almeno 13 voti. Sotto la lente di ingrandimento della Procura anche un sospetto giro di pacchi alimentari ad un minimarket della famiglia di una delle candidate delle liste di Marrandino, S.F., che risulterà non eletta. Infine ci sono le testimonianze raccolte contro il comandante dei vigili urbani di Castel Volturno, Domenico De Simone.
(2 – continua)
